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Nonni, Il mancino

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Descrizione prodotto

Autore: Nonni Francesco Titolo: Il mancino Epoca: Agosto 1925 Tecnica: Xilografia su legno Descrizione: Nitida e ben impressa è l’inchiostratura, con evidenti contrasti di colore che denotano l’eccellente qualità di questa xilografia, impressa dai legni originali e stampata su carta coeva, ottimo è lo stato di conservazione. E’ tratta dalla pubblicazione “Xilografia” stampata in trecento esemplari a Faenza dal 1924 al 1926 presso lo Stabilimento Grafico Fratelli Lega di cui Francesco Nonni era il direttore. Bibliografia: Nonni Francesco (Faenza, 1885 – 1976) Dopo gli studi presso la scuola di Arti e Mestieri diretta da Antonio Berti di Faenza, inizia a lavorare come intagliatore presso la locale Ebanisteria Casalini. Impara le tecniche d’incisione del legno e si dedica a lavori di decorazione grafica. Nel 1906 comincia a dedicarsi all’illustrazione e presenta le sue xilografie alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Milano. Nel 1908 partecipa alla Quadriennale d’Arte di Torino riscuotendo ulteriore successo di critica. L’anno successivo si iscrive alla Scuola Libera di Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1910, alla mostra Roma 1911 e ancora alle Biennali di Venezia del 1912 e del 1914. Nel 1912, comincia a pubblicare a Forlì, con Antonio Beltramelli, il periodico Il romanzo dei piccoli. Nel 1915 ottiene l’abilitazione all’insegnamento e inizia l’attività didattica alla Scuola di disegno Minardi di Faenza. Grazie alla sua notorietà partecipa alle mostre italiane più importanti come l’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Roma nel 1914 e alle esposizioni europee, fino alla pausa imposta dallo scoppio della prima guerra mondiale. Durante la guerra cade prigioniero e riporta una serie di disegni sul campo di prigionia in Germania, che poi raccoglie nell’album Cellelager. L’esperienza della prigionia lo cambia profondamente. Tornato alla vita civile, nel 1919 inizia a lavorare la ceramica, attività che continuerà a sviluppare, in particolar modo tra il 1920 ed il 1925 con risultati artisticamente molto felici. In questo periodo collabora con Anselmo Bucci con cui realizza un’opera esposta e premiata all’Expo di Parigi nel 1925. Nel 1924 fonda a Faenza e dirige fino al 1926 la rivista Xilografia, per conto dell’Editore Lega, con il proposito di raccogliere la collaborazione dei migliori xilografi italiani. Nel decennio dal 1920 al 1930 si afferma come esponente di successo dello stile Déco. Nel 1927 partecipa all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa dell’ISIA di Monza, organizzandovi anche la mostra per la sezione romagnola. Dagli anni Trenta in poi gradualmente abbandona la sua produzione ceramica dedicandosi in prevalenza alla pittura ad olio. Negli anni Cinquanta si dedica all’intarsio su avorio.

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